Il guerrilla marketing fa parte della cosiddetta “comunicazione non convenzionale”. Rappresenta un modo di agire basato su un’idea creativa originale, veicolata in modo singolare e sorprendente nei luoghi frequentati dal pubblico di riferimento, al fine di catturare l’attenzione di questo, per promuovere un prodotto o un servizio.
Svariate le tecniche e i canali di diffusione che possono essere adottati per "colpire" le persone "obiettivo", quando meno se lo aspettano: per far giungere il messaggio al destinatario si utilizza ogni superficie, ogni luogo, ogni mezzo e anche il corpo umano.
Un aforisma di Oscar Wilde dice “C’è solo una cosa al mondo peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di sé”, e quindi tutte le tecniche sono valide pur di arrivare allo scopo; ma ricordiamo che nel marketing il “parlare” deve essere sempre di tipo positivo, perché in caso contrario l’effetto sarebbe un boomerang contro il prodotto/marca dato che, con la potenza della comunicazione, anche un messaggio negativo può diffondersi velocemente.
Originariamente, queste tecniche di guerriglia, sono state utilizzate dalle piccole aziende con esigui budget per la pubblicità; al giorno d’oggi, ne fanno massiccio uso anche le grandi aziende, spinte dall’esigenza di trovare strade alternative per far emergere la propria voce nell’affollato mondo pubblicitario, afflitto dal problema della saturazione dei media tradizionali.
Un’evento di guerrilla marketing, rappresenta un piacevole intrattenimento per le persone coinvolte, portando queste a sviluppare sentimenti ed emozioni di tipo positivo verso il prodotto/marca. L’azione genera spiazzamento che, a sua volta, attiva il passaparola, diffondendo il messaggio nella popolazione, in modo “virale”.
Inoltre, se si riesce a destare l’interesse e la curiosità degli organi d’informazione, per il carattere di novità e di originalità dell’evento, la notizia può essere ripresa dai mass-media, restituendo al prodotto/marca una grande visibilità a costo zero.
Il guerrilla marketing è spesso definito come l'arte di ottenere il massimo risultato con il minimo degli investimenti; agendo abilmente sui meccanismi di diffusione delle informazioni, costruendo notizie molto appetibili sia per i media tradizionali sia per quelli digitali, si possono raggiungere velocemente ampie fette di pubblico, impiegando poche risorse economiche: anziché spendere soldi s’investono tempo, fantasia e tanta energia.
Lavorando in modo sinergico con le altre tattiche di comunicazione, il guerriglia marketing deve rispettare l’immagine del prodotto/marca, descritta dal piano strategico. Per consolidare il messaggio lanciato dall’evento non convenzionale, si integrano nella campagna di comunicazione anche delle azioni di tipo tradizionale.
In Italia, il caso più famoso di guerriglia marketing è rappresentato dal presunto atterraggio di un’astronave aliena a Riccione, avvenuto nottetempo e testimoniato da evidenti segni lasciati sul terreno.
L’intervento sia dei carabinieri per un sopralluogo sia di alcuni pseudo-esperti in ufologia, ha richiamato l’attenzione della stampa e di altri media che hanno dato ampio risalto alla notizia.
Dopo un paio di giorni di chiacchiericcio, la beffa è stata svelata in conferenza stampa dal Comune stesso che, nel contempo, ha annunciato un programma di manifestazioni dove il filo conduttore sarebbero stati proprio gli alieni.
Il concetto di guerrilla marketing è stato introdotto nel 1982 da Jay Conrad Levinson, nel periodo in cui le strategie di marketing delle grandi aziende si rifacevano alla teoria della guerra: "Il marketing è una guerra nella quale il nemico è la concorrenza e il consumatore è la terra di conquista".

Guerrilla marketing, combattere i concorrenti e conquistare nuovi clienti by aldo lardizzone - network
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